Forse riprendo a scrivere, forse perché sto male.E questo può farmi bene.
Non vorrei scrivere le solite mie paroline patetiche ma quando si piange difficilmente vengon fuori robe allegre.
Questo blog non è mai veramente nato,ma quei pochi post scritti mi ricordano il mio primo periodo qui, tra poco potrò dire"un anno fa".Sono belli e io ero tranquilla.
Ora vengo qui a guastarlo con queste parole incomprese, tristi, pateticamente cristiniane nel loro essere sole.
E' finita. Forse non è mai cominciata, come sempre. Mi sembra di essere uno di quei criceti che corrono su quelle buffe ruote. Corri e ricorri. Piangi e ripiangi.Stupida e piccola come sei.Te ne stai ad ascoltare Billiei Holiday, adesso, quando, prima, avresti potuto capire tutto. Avresti potuto evitare tutto. Magari evitando di andarti ad innamorare in erasmus di uno che, veramente, tutto voleva, tranne te.
Qualche anno fa mi chiedevo dove prendessero tutto quel materiale per le serie-tv, io, ingenua, chiusa nel mio simpatico mondo liceale. Adesso comincia ad essere più chiaro. E' facile, c'è sempre qualcuno che vuole qualcosa e qualcun'altro che non la vuole. E c'è una schifosa dipendenza di qualcuno da questo qualcosa.
E' una cosa vomitevole.Ribrezzevole. Mi viene il prurito, vorrei lavarmi per come me la sento appiccicata addosso.
Sempre così.Scartata.Per qualcuno o qualcosa di meglio poco importa.Scartata. Esclusa.Senti, tu meglio che resti a casa ché qui non servi. Um emarginata dell'amore.
Forse non me lo merito, forse tutto questo torpiloquio di complimenti che queste teste di minchie mi riservano non è altro che il rigurgito gigantesco di tante frasi da cioccolatino.Sono meravigliosa?Ah sì?E non pensi che se fosse così tu non ti staresti per sposare e continuare il tuo preparatissimo e perfettissimo fottuto programma di vita?
Odio il rancore,eppure già lo sento formarsi, già lo vedo mangiarsi tutti i cazzo di ricordi.Odio questa sensazione che mi farà piangere nelle mie serate ubriache, intristire su qualche spiaggia e ricordare con quella espressione patetica e vittimista.
Chi se ne fotte dei ricordi?Era tutta una maledetta montatura.Niente di vero, solo io, nella mia ingenuità fuori da comune,lì, a credere ad ogni singola parola espressa in questa lingua che adesso è parte di me, e addirittura a dubitare di me stessa.
Sono sotto un treno.Mi fa male ogni singola parte del corpo stasera. Forse mi verrà anche la febbre. Voglio dormire perché tutto passi il prima possibile. Per poter avere, di nuovo, uno sguardo distaccato e appena un poco amareggiato. Avanti il prossimo!Ora adesso senza farsi domande senza fare promesse senza correre senza fermarsi porca puttana senza distruggersi o mentirsi.
E' tanto difficile?
Momento sbagliato?Persona sbagliata?Nove mesi sono tanti, momento e persona sblagiata sono puttanate. Piani, programmi, genitori, culture. Secondo me sono cazzate anche queste.
E in tutto ciò non so cosa voglio da me, non so cosa voglio fare, dove voglio andare, da cosa voglio dipendere, cosa voglio cercare. Non sono qui a Lisbona, o meglio, non sono arrivata fin qua per ubriacarmi, fumare fino a morire e farmi inculare da un codardo indecido e anche un po' bugiardo. Ero venuta per avere un'illuminazione.Sì, le mie solite porcate da film americano.Pensavo d'averla trovata, già mi vedevo con i marmocchietti in giro per casa. Stupida, stupida, stupida. E' incredibile quanto sia evidente la mia stupidità.Ho ventun'anni cazzo, e parlo come se ne avessi 45.
Come se potessi essere una fallita a ventun'anni. Ovvio che no.Ovvio che sono verissime tutte quelle cose sulle porte, le finestre, ne chiudi una ne apri un'altra, ce n'è tanti al mondo.Mai detto niente.Mai pensato di trovare l'uomo della mia vita adesso.
Ma perché porcaeva deve sempre tutto finire così?E' orribile essere rifiutati, e diciamocelo nella maniera più schietta possibile. Puoi abbellirla come vuoi, ti lascio perché ti amo troppo, mia madre non vuole, sei troppo bassa, ma resta il fatto che non scelgono te. Fuori, eliminata. E possono averti detto qualsiasi cosa.Puff.Svanisce alla velocità con cui sono apparsi loro. Svanisce tutto.Resta lì a torturare la tua testa e il tuo cuore (incriminiamo tutta quella sottoletteratura e musica leggera che ci fa senire in imbarazzo nell'usare il termine cuore) mentre spieghi al mondo che ok va tutto bene ma certe cose non le capisci.
Non le capisci.E per quanto ti sforzi, non le capirai. E' successo, non c'è più nulla.Dimenticare, non salutare, non parlare, solo dimenticare.
Metteteci anche che tra um mese devo fare la valigia e tornare in Italia...bè, ditemi se ha senso smettere di piangere.
Occhi enormi, lo odio, si gonfiano all'istante. Ma piangere è l'unica cosa che mi sembra sia coerente.
Non ho più voglia.Vado a dormire.
Vamos fugir
noutro lugar, baby.
Vedere le cameriere sbagliare e versare il nestea nel mio bicchiere e il vinho braco nel suo è una cosa che non ha prezzo.
E rido.
Questo pomeriggio si progettava un aperitivo tranquillo per "festeggiare" il ritorno a Lisboa di Ale, che tra l'altro ha vinto il dottorato e siamo tutti contenti per lui:)
E allora solito appuntamento alla Brasileira e poi ricerca di un lugar adatto, per le stradine vuote della segunda al Bairro Alto. Che tra l'altro ha iniziato a tirare un vento freddino maledetto(ma tanto io sto sempre a lamentarmi, pioggia o freddo che sia, ché vorrei il sole accogliente e il cielo limpido e l'aere asciutto, ma questa è un'altra storia).
Insomma, dopo una birretta sagres preta,un cicchettino puuuutentessimo a solo 1 euro,e profondissimi discussioni per aggiornare Ale dei nostri recenti uomini, decidiamo, da bravi ragazzi, di tornarcene a casa.
Ma prima, signori, facciamo una capatina in un negozietto muito fixe (senti come parlo da erasmus italiana oramai) con tanta roba stilosissima e designisissima come se ne trova molta in giro. Mentre do un'occhiata vedo una borsetta, appesa al muro, con un simbolo a me familiarissimo. Nell'euforia dello shortino, quasi urlo:"ma quello è il caffè di Modiiiica". Ale e Caterina mi guardano con faccia chiaramente perplessa, mentre la signora del negozio mi si avvicina e fa "ah é?é da sua cidade?" e io"sim sim!mas é uma cidade muuuuuito pequena....é incredivel".Lei ride e mi dice che viene dal nord del Portogallo, dove qualche pazzo ha fatto questa borsetta.Dopo 10 secondi di ammirazione ed incredulità ebete, non rimaneva che documentare il fattaccio, per poi mostrarlo a tutta Modica come trofeo di sicilianità all'estero(sebbene inconsapevole).
Ed ecco a voi il capolavoro.

Ci sarebbe da dire, e solo in pochi mi capiranno*:
"Ferma il tuo orologio e goditi un caffé Moak".
*
ma tanto sto cazz di blog non lo legge nessuno va'...
mi ritrovo su una macchina nera, non so bene cosa stia succedendo, continuo a litigare con me stessa e con quella parte di me che sta sempre lì a farsi domande.
non voglio perdere i ciottoli sotto i miei piedi.invece mi sembra già da secoli che non rientro a casa giù per la calçada do combro.
"è un incrocio di culture in una strana storia".
9 gradi ieri, 7 oggi. stessa macchina. stesso percorso. stesso sorriso che mi ha fatto definitivamente impazzire.non vedo i pilastri abnormi contro cui andrò a sbattere o farò sbattere qualcuno.
sì, credo sia questo, sono impazzita. faccio il ruolo della stronza mentirosa e non riesco neanche a recitarlo bene.ho dato il via ad una cosa precariamente in bilico tra lacune interminabili.
sono in vena di tragedia?sì,lo studio mi ha costretta su una sedia blu in una mediateca che odora di pulito.
mi chiedo perché a lisboa e dintorni sia così pieno di centri commerciali tutti uguali, con duecentocinquantamila negozi tutti uguali, con novecento sale con film tutti uguali.Pieni di gente.Tutta uguale?
non può essere già il 28 novembre.
sì, è obvio.cristina ci sta abbandonando. anche da lisbona.ecco i suoi primi segni di squilibrio. del tutto positivo però.nonostante le frasacciiiie di cui sopra.
Questo è il mio 29 Ottobre 2008.
Lisbona,mi sveglio come al solito in ritardo per la prima lezione, ma vado a quella delle 10. Seguo bene, ormai mi sto abituando. Mi fermo a chiacchierare un po' con gli altri, poi mi rintano in biblioteca. Ne esco solo per una mini pausa pranzo alle 14.30, studiare un mese di lezioni di diritto internazionale in cinque giorni è un'impresa impossibile. Ma ci si prova.
In più leggere e scrivere in portoghese(o almeno tentare) è per me molto stimolante.
Faccio una seconda pausa intorno alle 16.30.Di nuovo sui libri.
Torno a casa alle 18.30, faccio una doccia e accendo il pc.
Vedo titoli che non volevo vedere, immagini che non riesco a digerire, racconti a cui non voglio credere.
Vedo il fascismo e lo stato e la polizia di stato a braccetto. Di nuovo?Vedo accanimento contro studenti pacifici (ché con tutte le critiche che vogliamo fare al movimento studentesco, alle manifestazioni di questi giorni, ai perché e ai percome, resta il fatto che si tratti di manifestazioni pacifiche).
Non voglio guardare, giuro.Voglio tornare al mio portoghese 29 ottobre.
Ieri a cena, prima cena della casa (buon cibo e bella gggente), non si sa come, è venuto fuori l'argomento chiese, poi reliquie, poi tombe. Ci si confrontava, tra portogallo italia francia e germania, sulla diversità e/o somiglianza delle tumulazioni etc. Proprio per questo Caroline ci ha detto che suo padre fa il "takeover".
Il Becchino insomma.
Lei era tranquillissima, ci ha raccontato di come fin da piccola abbia convissuto con questa ''cosa''(che implica non solo il mestiere del padre, ma la morte in sé) e su come adesso giri tutti i cimiteri delle città con grande pace. Nella tranquillità generale avevo una sola frase in testa:
"cazzo, suo padre è un becchino, cazzo, suo padre è un becchino"
Ma stamattina è sparita per fortuna.
Lei se ne sta appoggiata al suo zainetto da scolaretta. Lui arriva dall'altra parte del tram, pronto a scendere.
Si vedono, lui sorride e sistema gli occhiali sul naso, lei sorride computamente e abbassa gli occhi.
Mi sembra che si conoscano, ma non tanto da salutarsi, forse si incontrano sempre sul tram. Lui la adora, la guarda ancora e poi continua con la coda dell'occhio.Forse spera in un saluto prima di saltare giù.
Lei, occhibassi, sorride ancora.
Occhibassi quando cammini.
"
Gemelli (21 maggio - 20 giugno)
Chi sono i migliori nemici che abbiamo mai avuto? Sul Washington Post, David Brown sostiene che sono le migliaia di retrovirus endogeni che hanno aggredito i nostri antenati per milioni di anni. Per resistere ai loro attacchi, siamo stati costretti a costruire il nostro potente sistema immunitario, che è una delle invenzioni più formidabili del mondo. Nelle prossime settimane prendi ispirazione da questa metafora, Gemelli. Ti consiglio di sfruttare le opportunità che ti offrono i tuoi avversari per diventare più grande, più forte e più bello."
sto bene, ma ora sono FURENTE. quindi meglio respirare e mandare affanculo definitivamente qualcuno.
poi raccontare dei miei pomeriggi in spiaggia, a fare le faccine con i bastoni, bere birra e leggere.
A quanto pare la mia attività (marginalissima) preferita, è diventata dire e ridire alla gente che non è certo colpa mia se non è funzionato un caralho, ma che piuttosto io ero sempre disposta e loro no!
porcoggiudamaialissimovaffanculomaperchécontinuoastarviasentirefottutissimimaledettistronzi.